La tradizione cinese millenaria in aiuto alla nostra bellezza

Articolo a cura dal  Dr. Alessio Gessati

Fughiamo subito possibili interpretazioni fuorvianti: se è vero che stati d’animo e sentimenti possono condizionare le espressioni di un volto, una ruga è il risultato dello squilibrio permanente fra un muscolo ed il suo antagonista.

La Medicina Tradizionale Cinese (MTC) attribuisce alle diverse rughe un valore energetico e simbolico (turbe dello Shen per quelle glabellari, turbe del Qi del polmone per quelle frontali…) ma siamo consapevoli che una persona gioiosa potrebbe non avere le classiche rughe del corrucciamento pur avendo sulla fronte intense rughe di riflessione, altri dal sorriso raro potranno accusare profondi solchi agli angoli della bocca e così via.

La mobilità espressiva del viso è dovuta infatti ad un gran numero di muscoli mimici che, fissati ad un punto generalmente osseo (inserzione fissa) tirano la pelle in un senso determinato grazie al loro inserimento negli strati profondi di questa (inserzione mobile).

Ogni muscolo ha infatti una funzione precisa e vanta un muscolo o un gruppo di muscoli antagonisti, la cui azione esattamente inversa.

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) è sempre questione di equilibri persi e squilibri da correggere!

A supporto della terapia esiste sempre un “punto di comando” grazie al quale è possibile applicare un effetto di distensione (rilassamento) o al contrario di stimolazione (contrazione).
Ecco che, consapevoli dell’anatomia del volto, possiamo intervenire cercando di tonificare o al contrario rilassare zone cutanee particolarmente rilassate o ipercontratte.

I modo di agire dipendono essenzialmente dalla preparazione culturale del medico.

Esistono infatti diverse tecniche di stimolo meccanico come quella che esercita per un muscolo rilassato o flaccido un picchiettio leggero e rapido sul punto di comando durante l’inspirazione. Ci si ferma durante l’espirazione del soggetto.

Su di un muscolo troppo contratto, per disperdere le energie, si preme con decisione sul punto di comando per un tempo decisamente più lungo di quella della tonificazione. In questo caso la pressione deve essere esercitata durante l’espirazione, rilasciando alle inspirazioni del paziente.

La tecnica shandui prevede movimenti del pollice rapidi e sinistrorsi per tonificare, lenti, ampi e destrorsi per disperdere. esercita per un muscolo rilassato o flaccido, un picchiettio leggero e rapido sul punto di comando durante l’inspirazione, per un minuto. Ci si ferma durante l’espirazione del soggetto.

DISPERSIONE

Si esercita su di un muscolo troppo contratto, premendo con decisione sul punto di comando.
L’azione è decisamente più lunga di quella della tonificazione e dura dai 2 ai 3 minuti (a seconda della situazione clinica).
La pressione deve essere esercitata durante l’espirazione, rilasciando alle inspirazioni del paziente.
La regola capitale è quella di non tonificare mai un muscolo senza disperdere il suo antagonista sfruttando proprio i punti di comando.

Il trattamento deve essere sempre precoce e l’agopuntura permette di preservare l’equilibrio delle forze muscolari, magari ancor prima che si formino solchi definiti.
La tecnica utilizzata è mista: sollecitazione meccanica associata alla tecnica mesoterapica ma ogni paziente richiede un ragionamento clinico individualizzato nella scelta dei punti da trattare.
La valutazione clinica del soggetto deve essere effettuata in statica ed in dinamica e richiede una lunga e attenta fase di osservazione, magari col supporto di una serie di fotografie.

PUNTI DI COMANDO

A puro scopo didattico ecco i PUNTI DI COMANDO dei muscoli mimici principalmente coinvolti nell’atto terapeutico:

  • 6PC Yu Yao (“Ventre del pesce”) Questo punto, bilaterale, è posto sul sopracciglio nel centro del “ventre”sul bordo superiore dell’orbita che in questo punto preciso ha un’invasatura apprezzabile sula verticale dal centro della pupilla
  • 2V Wan Tchou (“il canneto di bambù”) Questo punto, bilateralmente, si trova sulla punta interna del sopracciglio, nella fossa del nervo sovraorbitario, in alto e dietro il bordo dell’orbita, in un’incavatura caratteristica
  • 3PC Yin T’ang (“Sigillo del Palazzo”) Questo punto si trova nella piccola fenditura verticale della gabella apprezzabile palpatoriamente  26VG Chwei Keou (“il rigagnolo dei liquidi”) Questo punto mediano è localizzato appena sopra la metà del solco sottonasale
  • 2E Tchiu Tchiao (“grande fosso”) Questo punto, bilateralmente, è localizzato i una profonda depressione il cui fondo è sul mascellare superiore a livello del canino, direttamente sotto il
    centro dell’occhio a livello del bordo inferiore delle ali nasali
  • 20GI Ying Hsiang (“ricettacolo dei profumi”) Questo punto, bilateralmente, è situato nel solco naso-genieno su una linea orizzontale immaginaria che passa sotto il naso.
  • 19GI Hwo Tchiao (“cavità dei cereali”) Questo punto, bilateralmente, si trova a mezza distanza dalla narice e dal labbro superiore, su diuna linea verticale immaginaria tangente la curva dell’ala del naso
  • 4E Ti T’sang (“magazzino dei prodotti della terra”) Il punto è bilaterale e si trova nella parte inferiore del solco nasogenieno, all’altezza della commessura delle labbra.
  • 24VC Tch’Eng Tchiang (“contenitore della bevanda”) E’un punto mediano, localizzato nella piega orizzontale del mento a metà del solco mento-labiale, all’altezza del vestibolo inferiore.

 

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