Salute mentale materna. 3 sfide da affrontare. 3 soluzioni da attuare.

Articolo a cura della Dott.ssa Maria Cento

Maggio, il mese delle mamme.

Oggi, mentre scrivo queste righe è il giorno della festa della mamma mentre il 2 maggio è stata celebrata la giornata mondiale della salute mentale materna.

Voglio soffermarmi su questa celebrazione che è nata per sensibilizzare la popolazione sul tema della salute mentale materna, affinchè vengano implementati i programmi di prevenzione e trattamento dei disturbi mentali che insorgono in gravidanza o nel primo anno di vita del bambino.

I dati, sempre loro,  ci informano infatti che  2 donne su 10 soffrono di un disturbo di natura psicologica durante la gravidanza o durante il primo anno dopo il parto, ma soprattutto ci dicono che solo il 25% riceve una diagnosi e accede ad un programma di supporto psicologico adeguato.

Non avere la possibilità di accedere a programmi di prevenzione, individuazione precoce e/o trattamento dei disturbi di natura psichica in gravidanza costituisce un fattore di rischio importante per la salute della gestante ma anche del bambino.

La maternità  è sicuramente un momento speciale nella vita di ogni donna che la desidera, ma è anche una fase delicata in cui molti equilibri si spostano e la cui parola chiave sicuramente è: cambiamento.

I primi ad essere avvertiti sono senza ombra di dubbio i cambiamenti fisiologici, frutto dell’aumento nella produzione di ormoni e i cambiamenti fisici che seguono la crescita del feto.

Meno evidenti, spesso sottovalutati e poco ascoltati, sono invece i cambiamenti emotivi e psicologici che accompagnano la donna in questo viaggio.

 

3 SFIDE PER 3 DIMENSIONI DELL’IDENTITA’

 

  1. Identità corporea: Il cambiamento fisico che accompagna la donna per tutto il periodo della gravidanza, la costringe a fare pace con una nuova immagine di sè e del proprio corpo. Prendere peso e “allargarsi” per far spazio alla vita che cresce è un processo naturale, non sempre però è accompagnato da una altrettanto naturale comprensione e accettazione. Talvolta vedere il porpio corpo stravolgersi crea nella donna stati di insoddisfazione e paura sia durante la gravidanza che dopo il parto, quando i chili faticano ad andare via e la paura di non tornare più come prima si fa strada accompagnata dallo stress quotidiano, connesso al nuovo ruolo e ai nuovi compiti, notoriamente nemico della perdita di peso.
  2. Identità personale: all’interno del ciclo di vita il momento in cui si diventa genitori rappresenta un evento-critico significativo che comporta da un lato la ri-definizione del proprio ruolo all’interno della propria famiglia di origine e dall’altro un riassetto della propria persona. La donna si prepara ad accogliere e prendersi cura del neonato  facendo un ulteriore passo in avanti nel percorso di assunzione delle proprie responsabilità, mettendo in campo tutte le proprie capacità genitoriali per affrontare i nuovi compiti e le sfide che la genitorialità impone.  Affinchè ciò avvenga è necessaria una maturazione psichica rappresentata anche da un avanzamento  sulla scala generazionale, in cui lo stato di figlia viene psicologicamente ed emotivamente “abbandonato” a favore di una nuova identificazione con il ruolo genitoriale e quindi con le figure di riferimento della nostra crescita. La maternità richiede quindi una importante trasformazione della propria identità che deve fare spazio a un nuovo, e diciamolo ingombrante, ruolo: quello di madre. Un ruolo che spesso avrà il sopravvento sugli altri.
  3. Identità di coppia: la coppia è sicuramente il primo luogo dove l’eco dei cambiamenti si fa sentire. La gravidanza prima e la nascita poi, infatti, costringono i due futuri genitori a bruschi cambiamenti sia in quanto singoli che in quanto coppia. In questo stadio del ciclo di vita della coppia questa è chiamata a creare un nuovo assetto sia in termini di tempi che di spazi (non solo fisici ma anche mentali) in cui accogliere il bambino. E’ un cambiamento impegnativo, il rischio è quello di sbilanciarsi completamente verso il ruolo genitoriale dimenticando, o mettendo tra parentesi per troppo tempo, la dimensione di coppia.

 

In questo scenario in cui ogni aspetto della vita è destinato a cambiare forma,  non è raro che il primo a fare il suo ingresso sulla scena sia il “senso di inadeguatezza”, accompagnato dalle sue inseparabili sorelle “ansia” e “paura”. Queste emozioni sono in parte positive perchè permettono l’attivazione del sistema al fine di rispondere nel modo più funzionale ed efficace possibile al lieto evento, tuttavia non è raro che prendano il sopravvento creando uno stato generale di tensione che non favorisce il benessere della gestante e del feto prima e della mamma e del bambino poi.

Diversi studi hanno dimostrato come lo stress eccessivo e l’ansia materna siano la principale causa di difficoltà e ritardo nello sviluppo linguistico e di deficit dell’attenzione e come l’aumento del cortisolo, l’ormone dello stress, durante la gravidanza esponga il feto a rischi nell’accrescimento delle aree cerebrali frontali deputate all’apprendimento.

Preservare il benessere in gravidanza e dopo il parto è quindi fondamentale per garantire la salute del neonato e per ridurre la probabilità che si manifestino disturbi nella madre.

 

COSA FARE?

E’ importante informarsisu quali siano le tappe tipiche della gravidanza non solo a livello fisico ma anche rispetto ai cambiamenti emotivi e psicologici. Sapere cosa avviene durante tutte le fasi accresce il senso di sicurezza e di autoefficacia, cioè l’idea di poter gestire gli eventi.

È importanteagireper creare stati interni di benessere.

Per ridurre eventuali stati di ansia o stress è possibile ricorrere al training autogeno o all‘ipnosi.

Oltre agli insostituibili corsi di preparazione al parto è inoltre possibile accedere a “TRAINING IPNOTICI DI PREPARAZIONE AL PARTO” durante i quali imparare sia a gestire gli aspetti emotivi del parto che ad operare un controllo emotivo e una conseguente riduzione del dolore. Questo tipo di lavoro emotivo favorisce il rafforzamento di tutto l’IO della donna, incidendo positivamente anche sul post partum, come fattore protettivo della salute mentale.

Un altro aspetto importante è saper chiedere aiuto e supporto, sia per le faccende pratiche che per condividere i propri stati d’animo.  Soprattutto, se ci si accorge di una sofferenza psicologica durante o dopo la gravidanza è fondamentale rivolgersi a uno psicologo e/o psicoterapeuta ricordandosi che un intervento precoce costituisce un fattore protettivo della salute e riduce il rischio di sofferenza sia per la mamma che per il bimbo che porta in grembo.

 

Come al solito vi saluto con una citazione:

 

“Nessuno stato è così simile alla pazzia da un lato, e al divino dall’altro quanto l’essere incinta. La madre è raddoppiata, poi divisa a metà e mai più sarà intera.”

Erica Jong

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Dott.ssa Maria Cento, Psicologa

Ipnosi Clinica Neo-ericksoniana. Terapeuta EMDR

 

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telefono: 333 72 74 839

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