Il mio Bon Ton: gruppi Whatsapp

Articolo a cura di Sabrina Antenucci

 

L’altro giorno sono stata aggiunta all’ennesimo gruppo di whatsapp senza, ovviamente, che mi sia stato chiesto un consenso. Ritengo whatsapp estremamente comodo per un’infinità di motivi e penso che i gruppi potrebbero essere un valido supporto, se solo venissero utilizzati tenendo in considerazioni le regole base del bon ton, o della buona educazione.

Pensiamo all’utilità: con un solo messaggio possiamo comunicare a più persone i dettagli di un evento, organizzare un viaggio, aggiornare sull’evoluzione di un progetto. Fin qui, tutto perfetto. Perché quindi diventano un incubo?

 

Creare un gruppo, quali regole seguire?

Quando si decide di creare un gruppo tra più persone è indispensabile chiedere subito il consenso ad ogni singola persona. È un passaggio che richiede tempo, certo, ma è il primo passo da fare per rispettare la privacy e la volontà di ognuno. Ho sentito spesso ripetere la frase – sgradevolissima – “se non ti interessa ti puoi sempre cancellare”, ma pensiamoci: perché mai dovrei prendermi la briga di fare qualcosa per riparare ad un errore altrui? Chi crea il gruppo ha il dovere di chiedere prima il permesso. Anche perché, non dimentichiamolo, nei gruppi tutti i numeri sono visibili ai partecipanti. Questo significa che un dato personale, che magari è stato condiviso perché si ritiene la persona abbastanza intima o gradita, diventa di pubblico dominio: sgradevolissimo.

Una volta creato il gruppo con il consenso di tutti i partecipanti è indispensabile indicare un oggetto. Il gruppo ‘cena del sabato sera’, ad esempio, conterrà quindi esclusivamente informazioni inerenti la cena del sabato sera. Messaggi di buon giorno, pensierini sparsi, considerazioni e richieste di adesione a sondaggi, raccolta firme e simili devono essere accuratamente evitati. Al raggiungimento dell’obiettivo il gruppo deve essere cancellato dall’amministratore, che ringrazierà e saluterà tutti i partecipanti senza attendere risposta.

Ogni nuovo partecipante deve essere presentato con nome e motivo della sua presenza, in modo che le persone non debbano preoccuparsi di controllare la lista o lo storico delle notifiche ogni giorno.

È preferibile creare un gruppo per ogni attività, anche nel caso in cui i partecipanti siano in gran parte comuni, piuttosto che fare un minestrone di argomenti che rischiano di essere una perdita di tempo e creare un fastidio inutile ai partecipanti.

Facciamo un esempio: il gruppo “genitori” generalmente contiene informazioni circa gli orari scolastici, i colloqui con gli insegnanti, le gite, le attività ricreative, i regali agli insegnanti, le feste dei bambini e chi più ne ha più ne metta. Comprendo la comodità per chi scrive, ma proviamo sempre a metterci nei panni di chi legge: sicuri che sia proprio tutto di interesse comune? Molto meglio creare un gruppo per ogni attività, in modo da potersi focalizzare sull’argomento.

 

Partecipare ad un gruppo: il buon senso

Se si fa parte di un gruppo la regola di buona educazione è di seguire le regole date dall’oggetto. Evitate il “buongiorno a tutti” ogni mattina, non approfittate della presenza di più persone per proporre un argomento, cercate di limitare l’interazione allo stretto necessario.

Non rispondete ai messaggi se non è necessario. Se, ad esempio, leggete un messaggio come “chi sarà presente domenica all’evento” rispondete solo in caso affermativo. Inutile scrivere “io no!”, magari spiegando le ragioni della propria assenza: non è quella la domanda.

I commenti personali, politici, le polemiche e le considerazioni su terze persone sono assolutamente da evitare. Lo stesso dicasi per le lamentele sterili e le querelle; sono poco gradevoli sempre, ma in un gruppo pubblico sono ancor più da evitare.

Non invitate né coinvolgete altre persone di vostra spontanea volontà ma inviate un messaggio privato all’amministratore del gruppo proponendo il nuovo componente e motivando la vostra richiesta.

Le conversazioni a due possono essere gradevoli, interessanti o divertenti in una chat privata, se vengono fatte in un gruppo diventano oltremodo fastidiose. Un po’ come ascoltare la telefonata tra due amici in treno quando si ha solo voglia di dormire, leggere, lavorare.

Evitate di chiedere informazioni. Per questo esiste Google e il tempo speso è lo stesso, sia che scriviate la richiesta sul gruppo che sul motore di ricerca.

 

La regola generale

Come sempre, vale la regola del buon senso. Se in un gruppo capita un messaggio ogni tanto, ad esempio di auguri per Natale, tollerate. Evitate di rispondere, se non vi aggrada, ma tenete a bada l’impulso di cancellare il gruppo o far presente la mancanza di educazione del gesto.

Se invece siete dalla parte degli appassionati dei “buongiornooooo”, sfogate il desiderio di ringraziare ogni nuova alba andando per strada a salutare chiunque incontriate. Potreste conoscere nuove persone e scoprire un mondo sconosciuto.

 

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SABRINA ANTENUCCI

Sabrina Antenucci è una giornalista milanese che sogna di vincere il Pulitzer. Nel frattempo segue le sue grandi passioni: la scrittura, la radio, la comunicazione digitale.

Bionda naturale, insonne, ritardataria senza speranza, vive con una westie di nome Miss Mills che le assomiglia più di quanto entrambe vorrebbero e una tartaruga di nome Enrico VIII che si sente protagonista del remake di Fuga di Mezzanotte.

Disorganizzata con stile, è direttore responsabile di MilanoReporter.it, speaker di Radio Reporter, ideatrice del format SEM Social, Eating, Milan e docente di comunicazione, bon ton e galateo.

Perfettamente indisciplinata adora Milano e lo stile impeccabile, la forma e la comunicazione; ma non parlatele di moda, di etichetta, di chiacchiere inutili. Per lei lo stile è quello della personalità, la forma è quella della gentilezza, la comunicazione quella trasmessa dai fatti. Una bionda in barrique, per intenderci, rigorosamente in tubino nero.

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