È LEGALE LO SPRY AL PEPERONCINO?

Articolo a cura dall’Avv. Laura Citroni

Ultimamente si parla parecchio dello spray al peperoncino perché sembra che anche in Italia sia diventato comune portarlo in borsetta per difendersi da potenziali aggressioni.

Portarlo con se fa sentire le donne più sicure e protette.

Negli ultimi tempi però lo spray urticante è stato utilizzato non come strumento di difesa, bensì come strumento di offesa: sono noti i fatti di cronaca che hanno coinvolto Torino in occasione della finale di Champions e quanto è accaduto nella discoteca di Conegliano in occasione di un concerto. Infatti lo spray ha un effetto molto forte e, se è usato in modo inappropriato in luoghi affollati, è in grado di scatenare il panico, provocando il fuggi-fuggi generale e, come purtroppo è accaduto, morti e feriti.

Ma cosa prevede la legge in merito? È legale utilizzare questo spry?

In Italia sì, è legale. Il decreto 103 del 2011 autorizza chiunque abbia compiuto 16 anni ad acquistare lo spray, ed è possibile farlo con molta facilità: infatti lo si trova nelle armerie ma anche nelle farmacie e persino in alcuni supermercati.

Lo stesso decreto però prevede che per essere legale il prodotto debba presentare determinati requisiti:

  • La miscela che viene nebulizzata deve essere a base di Cayenna, la pianta del peperoncino
  • La concentrazione dell’estratto di Cayenna non deve essere superiore al 2,5%
  • La bomboletta può contenere un massimo di 20 ml di miscela
  • La gittata massima non può superare i tre metri.

Inoltre, è necessario che all’interno della miscela non siano contenute sostanze infiammabili o sostanze tossiche particolarmente aggressive, che tutte le sostanza siano riportate sull’etichetta e che il prodotto disponga di un sistema contro l’attivazione casuale.

In mancanza di tali requisiti, l’utilizzo dello spray costituisce reato e si può essere accusati di getto pericoloso di cose (art. 674 del Codice Penale, il quale prevede l’arresto fino ad un anno o l’ammenda fino a 206 euro) fino ad arrivare all’accusa di lesioni personali (art. 582 del Codice Penale, che prevede la reclusione fino a 3 anni).

Un discorso simile viene fatto nel caso in cui lo spray sia utilizzato per offendere e non per difendere: in questo caso le sanzioni sono le medesime che vengono applicate quando lo spray non è conforme alle previsioni normative che abbiamo visto sopra.

In particolare, prendendo in considerazione il fatto di cronaca che ha riguardato la discoteca di Conegliano, notiamo che lo spray é stato utilizzato molto oltre la legittima difesa. Anzi, sembra che lo scopo fosse quello di scatenare il panico e approfittare della confusione per appropriarsi di portafogli, telefonini ecc.

Considerate quindi le conseguenze estremamente gravi che ha avuto questo gesto (ricordiamo che sono morte sei persone e ci sono state decine di feriti), è evidente che le conseguenze a carico dei responsabili saranno ben più gravi di quelle previste per l’ipotesi di semplici lesioni. Sembra infatti che nel caso di cronaca analizzato ci sia la possibilità di configurare addirittura l’accusa di omicidio colposo.

 

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Avv. LAURA CITRONI

Avvocato da sempre, un po’ per vocazione, un po’ per piacere, si occupa di assistenza alle aziende come consulente di società, gruppi societari e start-up.

Nella sua attività quotidiana non mancano mai diritto di famiglia, redazione di contratti e tutela del marchio.

E’ mamma di Alice e Filippo, ama viaggiare, andare in barca e chiacchierare con le amiche di sempre.

La passione per la pratica yoga l’ha portata ad intraprendere un duro percorso formativo per diventare insegnante.

Il tempo libero è sempre poco, ma nei ritagli di tempo scrive e collabora con riviste, blog e magazine per cui tratta temi giuridici di interesse comune affrontandoli in maniera semplice ed accessibile anche per i non addetti ai lavori.

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