Maternità surrogata: facciamo chiarezza

Articolo a cura dall’Avv. Laura Citroni

 

Si sente spesso parlare di Maternità Surrogata, Utero in affitto e Fecondazione Assistita.

Si è certamente creata tanta confusione e fare chiarezza in poche righe non è semplice.

Di cosa si stà parlando? Che differenze ci sono tra le tecniche di concepimento? Cosa dice la Legge?

Si tratta di “sistemi” più o meno ammessi dalle comunità mondiali per offrire la possibilità, a chi di fatto non la abbia, di  formare una famiglia completa e di mettere al  mondo un bambino.

In particolare la MATERNITà SURROGATA è la sorella minore della più grande Fecondazione Assistita, per la quale due potenziali futuri genitori, nell’impossibilità di avere un figlio loro, si rivolgono ad una Agenzia dedicata al reclutamento di una giovane ragazza che, dietro pagamento, verrà ingaggiata dalla coppia per poter portare a termine una gravidanza al posto loro.

Lo scenario, già abbastanza critico e delicato, si complica nella scelta del Comepoter far avvenire il concepimento.

La coppia infatti può optare per una fecondazione in vitro(gamete e ovocita sono della coppia), impiantando il feto nell’utero della madre surrogata; diversamente sarà la stessa madre surrogata a prestare non solo l’utero ma anche l’ovocita al fine della procreazione.

Le gravi problematiche che emergono da questa situazione si sostanziano in:

  1. Problemi etici
  2. Problemi medici e scientifici
  3. Problemi legali

In questa sede ci occuperemo dei maggiori aspetti legali.

La  Maternità surrogata non è ammessa ed è considerata un illecito nella maggior parte dei paesi occidentali. L’elenco infatti di quelli che la ritengono legale è davvero breve e, oltretutto, le ragioni politiche ed economichealla base di questa scelta cambiano da paese a paese.

Il primo grande ostacolo si concretizza nel come  mettersi in contatto e come raggiungere , senza essere fermati, una di queste agenzie della riproduzione.

Il secondo problema da affrontare è come giustificare ai fini fiscali un tale rapporto contrattuale e un pagamento che non siano legalmente validi. In Italia forse far scomparire del denaro non è  poi così difficile ma se qualcuno dovesse accorgersi del fatto e vi denunciasse alle autorità, sicuramente dovreste abbandonare l’idea di formare, almeno per il momento, una famiglia.

Ipotizzando che invece siate riusciti a risolvere sia il problema numero uno che il problema numero due; ci sarebbe comunque un terzo ostacolo e cioè come portare nel vostro paese il bambino e su quali presupposti poterlo registrare come figlio vostro. La certificazione rilasciata dall’Agenzia intermediaria e la documentazione relativa al rapporto contrattuale tra voi e la ragazza, è totalmente priva di efficacia nel nostro paese (come nella maggior parte) e anzi, rischiereste presentandovi all’anagrafe con tali documenti, di autodenunciarvi alle autorità. A quel punto il bambino verrebbe affidato alle cure dei Servizi Sociali e con buona probabilità vi sarebbe negata la possibilità di adottarlo qualora vi venisse suggerita come ipotesi alternativa e , come se non bastasse, potreste anche essere penalmente perseguiti .

Quello che dunque era cominciato come un Viaggio della speranza per formare una famiglia  desiderata, potrebbe risultare il peggior incubo della vostra vita.

Premesso ciò, non è in dubbio che le forze politiche dei paesi non aderenti alla Maternità surrogata, dovrebbero nel più breve tempo possibile trovare una concreta soluzione alle esigenze di tutti quei cittadini disperati e desiderosi di risolvere la loro condizione.

Gli Stati avrebbero il dovere Costituzionale di accogliere un così intenso e diffuso problema sociale e promuovere quanto prima una legge tale per cui non si dovesse ricorrere all’illegale per poter soddisfare un esigenza tanto umana e in seconda battuta, controllare e contenere la gravissima piaga dello sfruttamento minorile e abuso su minore commessi nella maggior parte dei casi di Maternità Surrogata.

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Avv. LAURA CITRONI

Avvocato da sempre, un po’ per vocazione, un po’ per piacere, si occupa di assistenza alle aziende come consulente di società, gruppi societari e start-up.

Nella sua attività quotidiana non mancano mai diritto di famiglia, redazione di contratti e tutela del marchio.

E’ mamma di Alice e Filippo, ama viaggiare, andare in barca e chiacchierare con le amiche di sempre.

La passione per la pratica yoga l’ha portata ad intraprendere un duro percorso formativo per diventare insegnante.

Il tempo libero è sempre poco, ma nei ritagli di tempo scrive e collabora con riviste, blog e magazine per cui tratta temi giuridici di interesse comune affrontandoli in maniera semplice ed accessibile anche per i non addetti ai lavori.

IG: @la_liki 

Facebook: Infonews: diritti e rovesci dello Studio SLC 

Blog: blog.slcx.it

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