Spese straordinarie e mantenimento

L’avvocato risponde è una rubrica a cura di Federica Canigiani

Elena ci dice di aver sostenuto delle spese straordinarie per il figlio che non aveva concordato precedentemente con l’ex marito il quale adesso le nega la restituzione. Ci chiede se aveva l’obbligo di avvisarlo.

 

Molti Tribunali italiani, proprio per evitare problemi tra i genitori sulle spese straordinarie, hanno previsto la sottoscrizione di accordi tra avvocati e giudici nei quali viene stilato un elenco dettagliato delle spese ordinarie e straordinarie.

Innanzitutto Elena ti spiego, in linea generale, qual è la differenza tra le spese ordinarie e quelle straordinarie. Le prime sono quelle ricomprese nella somma che il tuo ex marito paga per il mantenimento di vostro figlio (esempio vitto, abbigliamento, tasse scolastiche – eccetto quelle universitarie – materiale di cancelleria, mensa, medicinali da banco, ricarica cellulare, gite scolastiche giornaliere). Quindi, per queste non è dovuto nessun rimborso.

Le seconde invece sono quelle che vengono sostenute da uno dei due genitori il quale potrà chiedere il rimborso all’altro della parte ad esso spettante secondo quanto stabilito dalle parti o dal giudice in sede di separazione. Tra le spese straordinarie rientrano quelle per le quali è necessario il consenso di entrambi i genitori come ad esempio: l’iscrizione e rette per scuole private; iscrizioni, rette e alloggio fuori sede per frequenza universitaria; ripetizioni private; viaggi di istruzione organizzati dalla scuola; prescuola, doposcuola e baby sitter se l’esigenza nasce dalla separazione e deve coprire l’orario di lavoro del genitore collocatario; corsi di lingue, musica o pittura; corsi di informatica; vacanze senza i genitori; macchina o motorino e sua manutenzione straordinaria; attività sportiva e relativa attrezzatura. Vengono inserite in questa categoria anche le spese sanitarie: spese per interventi chirurgici, spese odontoiatriche, oculistiche e sanitarie non effettuate tramite SSN, spese mediche e di degenza per interventi presso strutture pubbliche o private convenzionate, esami diagnostici, analisi cliniche, visite specialistiche, cicli di psicoterapia e logopedia.

Riguardo quindi alla tua domanda ti rispondo che deve essere valutato caso per caso in base al tipo di spesa che hai sostenuto. Tuttavia mi preme informarti che, una recentissima sentenza della Corte di Cassazione (4060/2017), ha stabilito che non serve l’accordo preventivo per tutte le spese necessarie per i figli come ad esempio le spese mediche: l’ex coniuge è tenuto a pagare dopo l’esibizione del giustificativo di spesa. Quando il giudice fissa la misura della partecipazione di uno dei genitori – quello di norma non convivente (in questo caso il tuo ex marito)- alle spese straordinarie per i figli, non scatta, a carico dell’ex che sostiene tali spese (tu), un obbligo di informazione e di concertazione preventiva con l’altro, non almeno per quelle di maggiore interesse per il figlio. Per tali esborsi, infatti, sussiste a carico del coniuge non affidatario dei figli, un obbligo di rimborso sempre che non abbia tempestivamente addotto validi motivi di dissenso.

 

4) Il marito di Samanta, quando si sono sposati, le ha chiesto espressamente di non lavorare  per prendersi cura della famiglia in modo che lui si potesse dedicare alla sua carriera. Adesso lui vuole la separazione e lei ci chiede se ha diritto al mantenimento.

 Cara Samanta, la questione se la moglie casalinga ha o meno diritto al mantenimento, è stata affrontata a più riprese dai giudici della Corte di Cassazione. In linea generale posso dirti che, se sei ancora giovane e abile al lavoro non avrai il diritto al mantenimento mentre se sei già “avanti” con l’età e non hai un’adeguata formazione professionale ne avrai sempre diritto. Chiaramente il giudice, nel valutare se ne hai diritto e in quale misura, dovrà prendere in considerazione molti fattori. Di questo argomento ho parlato in maniera più approfondita in questo articolo del mio blog “Se sono casalinga ho diritto al mantenimento?”.

Inoltre voglio dirti che, recentemente, la Corte di Cassazione ha riconosciuto sempre il diritto al mantenimento alla donna che si è sempre occupata della famiglia. La Cassazione ha stabilito che se gli accordi tra marito e moglie erano quelli di una netta divisione dei compiti l’uomo non può in caso di separazione, sottrarsi all’obbligo di mantenimento e ciò anche se la donna è ancora giovane e capace di trovare un’occupazione. Questo perché uno degli effetti della separazione è quello di conservare, quanto più possibile, le stesse condizioni presenti durante il matrimonio. Diciamo che la tendenza dei giudici è quella di ridurre o addirittura annullare l’assegno di mantenimento per le donne ancora in età da lavoro, ma, come sempre, ogni situazione è a sé e deve essere valutata nel suo insieme.

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L’avvocato Federica Canigiani

“Il mio progetto online “Come decidere, affrontare e superare la separazione” è un’integrazione di consulenza legale e crescita personale, mirato ad aiutare le persone che stanno attraversando una crisi di coppia o una separazione a fare chiarezza, conoscere i loro diritti e percorrere la strada giusta. In sostanza do alle persone un supporto a tutto tondo, legale ed emotivo, per decidere circa il destino della loro relazione. Inoltre aiuto anche le coppie che hanno deciso di separarsi, a farlo nel modo meno doloroso possibile aiutandole a creare le basi per quella che io chiamo “separazione in armonia” attraverso la quale, con il dialogo ed il raggiungimento di un accordo, possano dirsi addio nella maniera più economica e soprattutto meno traumatica possibile per se stessi e per i figli”.

Potrete inviare tutte le vostre  domande e dubbi all’indirizzo email: redazione@articolofemminile.it scrivendo in oggetto L’Avvocato risponde.

Potete seguire  l’avvocato Federica Cangiani anche in Facebook nelle sua pagina Federica Canigiani  oppure sul suo sito federicacanigiani.com

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