#cuoreOn: Dimmi che foto profilo metti e ti dirò chi sei

Rubrica a cura di Anna Maria Cebrelli

Buongiorno, inizio con il presentarmi. Mi chiamo Anna Maria e come Love & Life Coach, da 13 anni accompagno le persone (single o in coppia) nel raggiungere i loro obiettivi nelle diverse situazioni della vita e, in modo più particolare, della loro vita sentimentale.

Il coaching che propongo è un pezzo di strada camminato insieme, interattivo, fatto di stimoli, riflessioni, spunti, respiro per stare con più autonomia e consapevolezza nel “processo personale” (inteso come serie di situazioni che si presentano e dipanano in quel periodo della propria vita) indispensabile per arrivare alla meta e ritrovare il senso evolutivo-spirituale delle proprie esperienze. La mia “cartella degli attrezzi di lavoro” è ricca di strumenti e tecniche “tradizionali” e “olistiche” che  continuo ad aggiungere seguendo ispirazioni, richiami o necessità personali. In pratica funziona così: prima le vivo e utilizzo/pratico nella mia vita, poi approfondisco e “maturo” anche con formazioni specifiche. Dal 1992 ad oggi, continua ad essere così.

Mi piace lavorare con le persone, farmi anch’io strumento e riuscire così ad aiutare chi si rivolge a me a farsi chiarezza e trovare la strada, a camminare la propria vita con uno sguardo allargato tra la Terra e il Cielo, ritrovando le proprie risorse e forze, entrando in contatto in modo anche non ordinario con la propria autenticità e originalità, imparando a far tesoro di ogni cosa nel camminare gli obiettivi che si hanno nel cuore.

Forse ce l’ho un po’ nel dna: persino da piccola ero affascinata dai contenuti condivisi nelle relazioni tra le persone e cercavo di ascoltare, capire cosa c’era “dentro”, quale atmosfera, quali mondi. E, già allora, ho sempre in qualche modo saputo che l’amore – quello vero – era qualcosa che meritava rispetto, che andava onorato. La mia svolta nel Coaching “attorno” all’amore è arrivata però nel 2004: una agenzia on line per single, con un metodo basato sull’affinità di coppia definita in modo scientifico, mi ha chiedo di condurre, credo per la prima volta in Italia, uno sportello di “love coaching”. E’ stata un’esperienza davvero unica: oltre nove anni di Love Coaching sono stati arricchenti, personalmente e professionalmente. Sono entrata in contatto con centinaia di donne e uomini e questo mi ha permesso di conoscere meglio e “in presa diretta” il modo di vivere l’amore, la coppia, la ricerca di un/una partner sia degli uomini che delle donne.

Qui, su Articolo Femminile, porterò almeno una volta al mese alcuni spunti di riflessione attorno ai temi dell’amore, della coppia, della ricerca del partner e risponderò – ovviamente nel totale rispetto della privacy – alle domande della posta del cuore. Mi piacerebbe che piano piano diventasse così uno spazio co-costruito.

Quindi: se vi può interessare un argomento, un taglio particolare oppure c’è un dubbio che preme… potete scrivere alla redazione (redazione@articolofemminile.it) mettendo come oggetto della mail cuoreON. Vi aspetto.

La Love Coach risponde: 

“Quanto è importante scegliere la foto profilo? Spesso inganna, spesso ci fa fare una selezione naturale ..”

(Teresa, Roma)

 

Gentile Teresa, nella conoscenza on line la foto è sicuramente importante: che ci piaccia o no diventa uno, non l’unico ma comunque importante biglietto da visita. Un passo nella progressiva reciproca conoscenza: spesso determinante per arrivare poi anche all’incontro. La scelta della foto da mettere nel proprio profilo (a maggior ragione se si è iscritti ad un servizio per single che cercano l’”anima gemella”) va fatta quindi con cura.

Quali sono gli elementi da considerare? In primo luogo l’immagine deve essere recente. Se non si hanno foto del mese scorso non importa, vanno mese anche dell’anno precedente. Ma inserire una foto di 5 o 10 o 20 anni fa, o 10 o 20 chili fa non è una grande strategia: è vero che, magari, apparentemente l’immagine che ne risulta (quantomeno ai nostri occhi) è più gradevole ma non dobbiamo scordare che queste bugie verranno smascherate velocemente e non in modo simpatico.

Basta immedesimarsi nella situazione: che impressione avrei incontrando un uomo o una donna che ha un aspetto totalmente differente dalla foto che mi ha mandato/che è sul suo profilo? Una grande diversità si scontra con le aspettative e l’immaginario che (un po’ inevitabilmente) si era creato intorno e irrigidisce, giustifica una certa diffidenza e mette in dubbio la “fiducia” riposta. La domanda di sottofondo è: se ha mentito su questo, c’è altro – di quanto mi ha detto di sé – che non è vero? Insomma, trovarsi davanti un’”altra” persona non è certo il miglior modo per avviare una conoscenza…

Quindi: se la foto “taroccata”, migliorata, all’inizio può ampliare (forse) le possibilità di conoscenza, si trasforma velocemente in un autogoal doloroso (specie se poi – come facilmente succede quando il ritratto è molto diverso dalla realtà fisica del presente) la persona conosciuta “si eclissa” dopo il primo incontro dal vivo.

La foto deve trasmettere una bella immagine, sorridente (il sorriso è importante, avvicina empaticamente, trasmette emozioni positive; tutti aspetti che sono importanti e rendono bella, a modo suo, ogni persona). Deve presentarti in modo curato, appropriato al contesto: poco adatti sono scatti fatti al mare in costume o in abbigliamento intimo, a torso nudo per gli uomini, oppure vestiti in maschera o indossando occhiali da sole, che nascondono gli occhi. Il concetto di fondo che deve guidare è: ti presenteresti davvero così ad una persona che ti piace o ti potrebbe piacere, se la incontrassi per la prima volta in un bar o ad una riunione? Poi: no alle fototessere! Sì a primi piani o foto a mezzo busto. Da ricordare: la foto deve ritrarre solamente noi (non devono essere riconoscibili altre persone, tanto meno bambini).

Per finire: come “gestire” le foto altrui? Ricordandosi che “quella” foto non è tutto. Che qualcuno può risultare decisamente meglio di quanto non sia in realtà e qualcuno può sembrare, a torto, un/una “carciofone”: è lo scotto che paga chi non è fotogenico. Escludere dalla conoscenza in base alla sola “bellezza” che appare insomma non è sempre saggio (tanto più che non è bello quel che è bello ma ciò che piace; e infatti nella vita reale a guidarci, fortunatamente, non è solo l’estetica ma la globalità della persona: ci si può dare questa possibilità anche nelle conoscenze on line!). La foto in ogni caso racconta la persona: porta con sé un mondo che può piacere o meno; il modo in cui si presenta può essere più o meno convincente o allineato ai nostri desiderata. Meglio tenerlo presente.

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Anna Maria Cebrelli conduce sessioni di love & life coaching – individuali e di coppia – in studio, a Torino, oppure via Skype.
Contatti: Facebook, Per Amore Solo per Amore . Contattami via e-mail: posta@annamariacebrelli.it

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