Posta del cuore: il mio matrimonio ha due facce

Articolo a cura di Elisia Mesaglio 

Cara Elisia,

mi chiami Giorgia e tra pochi mesi compio 40 anni. Sono sposata e ho 2 figli. Il mio matrimonio ha due facce: quella di quando mio marito mi guarda con amore e riconoscenza per quello che abbiamo costruito insieme e che viviamo insieme, e quella di quando mio marito mi urla in faccia il suo odio perché fisicamente non sono la persona che lui pensa di meritare vicino. Non porto mai a termine una dieta e i miei sforzi che ricadono inevitabilmente sulla nostra vita sociale castrando le possibilità di cene e aperitivi con gli amici non portano mai ad un risultato definitivo. Non sempre mi rendo conto di come mi vesto, mettendo cose che non mi valorizzano e che lo fanno vergognare di me. Lui dice di lavorare per non farci mancare nulla e pretendi di avere ciò che alui ora manca. Quello che sono io fisicamente lo disturba talmente tanto che certe sere non ha quasi voglia di tornare a casa. Non lo guardo più, non mi rendo conto di quanto lui sia a disagio perché sono concentrata ad essere un’efficiente società di servizi per la casa, lui e i figli. Mi chiede di decidere che cosa posso dargli perché lui così non vuole più stare. Lui si realizza perché io gli “permetto” di realizzarsi a discapito del tempo per me  e per la mia carriera, ormai inevitabilmente allo stallo. Se di cuore sono la persona perfetta per lui, perché questo non basta a quantomeno bilanciare il fatto che io non sia di quelle mamme tutta tacchi e manicure settimanale? In fondo non pesavo come un’acciuga neanche quando mi ha conosciuta e sposata! Non mi fido più delle giornate con la faccia dolce e non me le godo perché temo che in qualsiasi momento io possa fare qualcosa che scateni la sua frustrazione. Dove arriva la mia libertà di essere rispetto alla sua?
Grazie per qualsiasi consiglio.

 

Cara Giorgia,

da quello che mi scrivi io vedo due aree, correlate, su cui lavorare:

– la definizione del limite: nessuno ha il diritto di “urlarti in faccia” niente. Essere coppia significa condividere tutto, ma sempre con toni rispettosi della sensibilità altrui. Questo soprattutto se ci sono dei figli che guardano e imitano velocemente.

– l’autostima: non è quanto pesi a determinare quanto rispetto meriti.

 

Mi sembra che vi siate impantanati in un dibattito che apparentemente riguarda l’aspetto estetico, ma di fatto investe ben altri temi.

La situazione che descrivi è molto comune. A 40 anni, spesso la coppia si trova su fronti opposti:

lei ha frenatola carriera per stare dietro ai figli. Allo stesso tempo avverte la pressione esterna di dover essere una donna dinamica anche nel lavoro e nella vita sociale.

lui ha acceleratonel lavoro sotto il peso delle responsabilità familiari e sente la pressione esterna di dover raggiungere l’apice professionale. Vuole essere il “maschio Alfa”. Vuole che il mondo si accorga a colpo d’occhio della fatica e del successo e rincorrono modelli difficili da sostenere.

Sono due mondi all’apparenza in conflitto, ma si reggono entrambi su un’unica dinamica: davanti all’illusione che “si può fare tutto” si crolla con la sensazione di non essere mai all’altezza.

 

Questa inadeguatezza, porta lui a colpirti dove ti fa più male (il peso) e te a cedere perché lui sembra confermare quello che tu pensi di stessa.

La verità è che quello che lui dice parla di sé, non di te. Questo è soprattutto vero nei comportamenti leggermente bipolari come quelli che descrivi. Come giustamente hai individuato, non ci si può fidare delle “giornate si”….ma neanche delle “giornate no”. Quindi cerca di guardare oltre il velo di illusione che lui ti sta sventolando in faccia. Tenendo bene in mente che è un adulto: non è tuo dovere gestire le sue insicurezze, ma è un atto di amore parlarne rispettosamente.

Non è quanto pesi a determinare il tuo fascino. Se solo i magri fossero sexy, i grassi si sarebbero già estinti.

 

Forse è anche arrivato il momento di rimettere al centro te stessa….almeno a giorni alterni 🙂

E’ il momento di rendere la tua “società di servizi” meno efficiente. Tutti i manager affermati (e una mamma lo è) devono imparare a delegare. Tuo marito non può sapere quanto siano faticosi i tuoi compiti se non ne svolge mai nessuno. Inizia ad avere qualche impegno e mantieni un poco di mistero. Non sto parlando di tradimenti, ma solo di non essere sempre raggiungibile, di non dare sempre tutti i dettagli e di divertirti un po’. Ti chiede di metterti in forma? Beh per farlo tu hai bisogno di 1 ora a settimana per fare del moto. Non ti buttare in una palestra con le cuffie nelle orecchie. Cerca qualcosa che di divertente e di tipo sociale: ti piace ballare?

Ma mi raccomando sorridi: non lo stai facendo per punirlo. Lo stai facendo per ritrovare te stessa. Ritrovando te stessa è probabile che tornerai desiderabile ai suoi occhi.

Non è quanto pesi a determinare la felicità tua o sua.

 

Quello che realmente determina felicità, fascino, libertà e  rispetto è l’autostima.Giorgia, lavora su quella. Forza, che quello che stai vivendo non è eterno. E’ una fase che puoi cambiare come meglio credi.

 

In bocca al lupo

Elisia

 

P.S. Ti consiglio di leggere “La Principessa che credeva nelle favole” di Marcia Grad. Troverai degli spunti molto interessanti e dei riferimenti simili alla tua storia.

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Chi sono?

Mi chiamo Elisia e sono una viaggiatrice, una scrittrice ed una sociologa specializzata in dinamiche di coppia e familiari.

Scrivimi all’indirizzo elisia.mesaglio@gmail.com

 

 

 

 

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