La musica nuda di Erica Mou: inno al rinnovamento e alla consapevolezza.

Rubrica: La Musica Nuda a cura di Erika Buzzo

 

La musica nuda di Erica Mou: inno al rinnovamento e alla consapevolezza.

Quando mi hanno detto “scrivi di musica”, ho pensato che mi avrebbe annoiato parlare di musica in modo convenzionale. 

Del resto, c’è già Monina che si occupa splendidamente di critica musicale, c’è già Rockit che fa interviste sulle release degli album.

Non mi interessava parlare di musica tanto per parlarne. 

Volevo fare qualcosa di più: incontrare le donne della musica e scoprire con loro quali sono le muse del loro processo creativo.
Arrangiamento dopo arrangiamento, strumento dopo strumento, spogliare le loro musiche fino a scorgere il cuore pulsante della loro creatività. 

Scoprire la loro Musica Nuda.

Quella che si cela sotto ogni ascolto, quella che canta prima della voce.

La Musica che parla nel silenzio di chi la compone.

Inizia oggi questo viaggio mensile nella musica, in cui incontreremo cantanti, cantautrici, musiciste e compositrici, per scoprire la loro musica Nuda.

Ho così intervistato un’artista di indubbio talento: Erica Mou. 

Cantautrice pugliese, portata al successo da Caterina Caselli e la Sugar, ha da poco pubblicato il suo quinto album, intitolato Bandiera Sulla Luna.
Un lavoro intenso, profondo, vero.

Cara Erica, sono veramente felice di iniziare questa nuova rubrica con te. 

Intanto volevo farti una domanda introduttiva molto semplice: come stai e come ti sta trattando Roma in questi ultimi mesi?

Piacere mio! Sto bene. Sono giorni di grande creatività, di scrittura di cose nuove, che si intreccia al tour del mio ultimo disco. Roma è il posto in cui al momento mi sento a casa, dove tornare a raccogliere le idee. Ci trattiamo bene, direi.

 

Se ti dico “musica nuda”, che cosa ti viene in mente? Che cos’è per te?

In realtà mi viene subito in mente il bellissimo progetto di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, che si chiama proprio così.

Poi penso all’osso delle cose, al nocciolo. Arrivarci è una delle ricerche più grandi, nella musica.

 

Il tuo nuovo album “bandiera sulla luna” è uscito lo scorso dicembre. Ascoltandolo e paragonandolo ai precedenti, ti ho trovata molto diversa. Che cosa è cambiato?

Semplicemente… io! Sono cresciuta, ho accumulato esperienze nuove di vita e di carriera che ovviamente si rispecchiano nel modo di scrivere e di produrre. Spero di non fare mai due dischi uguali, vorrà dire che sto continuando a vivere e cambiare.

 

Sarò sincera: quando l’ho ascoltato per la prima volta, di primo acchito, ho pensato fosse il classico album ben riuscito, incentrato su una relazione d’amore finita. Ma poi, riascoltandolo attentamente e leggendo i testi, ho scoperto un mondo di significati e l’ho trovato veramente profondo. Un inno al rinnovamento e alla consapevolezza. Dico bene?

Direi di sì. 

C’è una storia finita, ce n’è un’altra che comincia, c’è la consapevolezza di essere diventati adulti e un’intera generazione che si interroga sulla propria irrequietezza. 

Soprattutto c’è un modo molto più leggero di cercare soluzioni, rispetto alla visione che avevo prima. E questa minore gravità, insieme alla ricerca di calore, sono tra le ragioni principali dietro il titolo di questo album.

 

Qualche anno fa cantavi “Mettiti la maschera che poi ce ne andiamo in spiaggia…” mentre oggi svuoti i cassetti ” e senti quanto sei stata stretta nei panni che non erano i tuoi”

Credo sia capitato a tutti: la vita talvolta ci porta ad indossare delle maschere o dei panni veramente scomodi, ma l’importante è poi riappropriarsi della nostra vera identità.

Cosa consigli a chi non riesce a liberarsi da queste catene invisibili?

Se non riesci a liberarti vuol dire che non sei pronto a farlo.
Il primo passo sicuramente è cominciare ad avvertire la presenza delle nostre catene, e capire perché ce le siamo messe. 

Sicuramente, già scrivendo “Mettiti la maschera”, ormai cinque anni fa, cominciavo una serie di riflessioni che mi hanno portata a “Svuoto i cassetti”. L’unica cosa che conta è impegnarsi per migliorare, pensare di poterlo fare. I tempi poi, sono sempre relativi.

 

Nella traccia 4, Ragazze Posate, ho letto un messaggio veramente importante per tutte le donne (che non svelo così le lettrici se la vanno ad ascoltare): in quella canzone parli con un’amica oppure parli con te stessa?

Parlo con un’amica. E in questo dialogo con lei, ovviamente, c’è un confronto molto più universale con tutte le donne.

Poi lo sappiamo, parlare con gli altri è anche un modo per parlare a sé stessi, dirsi le cose ad alta voce ha una potenza incredibile. Cantarle, ancora di più!

 

Quali sono le donne che ti hanno ispirato o che ti ispirano lungo il tuo percorso musicale?

Mia madre, le mie nonne, Amy Winehouse, Emiliana Torrini, Cristina Donà, Kt Tunstall, Corinne Bailey Rae, Billie Holiday, Ilaria Graziano, Virgina Woolf, Mia Martini, Simone de Beauvoir, le mie amiche. È una lista lunghissima, impossibile da riassumere.

 

Da donna musicista a donna musicista: quanto è complesso, secondo te, il mondo musicale per una donna?

Tanto quanto ogni ambiente lavorativo e di confronto, ahimè. C’è spesso un vento contrario che soffia, occorre un po’ di energia in più per contrastarlo ma, di certo, non è una scusa per impedire il volo.

 

Ho visto che collabori con diverse artiste, fra cui ad esempio Gabriella Martinelli e Ilaria Porceddu: quanto pensi sia importante la collaborazione con altri artisti/musicisti in termini di nutrimento creativo?

Fondamentale. Più vado avanti, più lo capisco. All’inizio uno pensa ad affermare sé stesso, a dichiarare di esistere… pensa che il mio primo disco ufficiale si chiama proprio “E’”! Ma condividere e scambiare sono la ricchezza che fa crescere. Per aggiungere altre donne speciali alla lista, la collaborazione con le scrittrici Valentina Farinaccio e Chiara Gamberale mi ha arricchito tantissimo in questi ultimi anni.

 

Siamo all’ultima domanda. Intanto ti ringrazio per esserti messa a nudo in questa breve intervista. Come ti immagini da qui a 10 anni e quali sono i prossimi step nella musica?

Scrivere, collaborare, suonare, cercare, cantare. Questo è quello che sempre faccio. I risultati possibili poi, sono infiniti! Li scopriremo piano.

Per il resto mi immagino in una casa con un bel giardino (odio i palazzi), la valigia mezza piena, un po’ paranoica per i segni del tempo ma con delle persone al mio fianco da amare e che mi facciano ridere di me. E la musica.

Grazie a te!

ASCOLTA BANDIERA SULLA LUNA

Scritto da Erika Buzzo

Musicista, blogger & marketer

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