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Italiani e pagamenti online

Pagamenti n line, cosa ne pensano gli italiani? Quanto e come li utilizzano? Cos’è cambiato dopo che il Covid ha costretto agli acquisti a distanza e quindi a rinunciare al contante?

Una ricerca KRUK evidenzia le abitudini degli italiani e i cambiamenti generati da questo periodo

Da sempre gli italiani preferiscono il contante ai pagamenti elettronici, ma la quarantena potrebbe aver alterato le opinioni anche più consolidate. Il periodo di isolamento dovuto all’emergenza Covid-19 ha portato molti ad acquistare online, incentivando quindi l’uso dei pagamenti elettronici, tanto che il 54% degli intervistati dai 18 fino ai 60 anni ha dichiarato di aver acquistato maggiormente online durante il lockdown perché comodo ed efficace e di continuare a privilegiare i pagamenti elettronici rispetto alle banconote, non da ultimo perché danno minore possibilità di trasmissione del virus (come sottolinea il 7%).

Solo il 10% pur avendo dovuto fare un’eccezione utilizzando il digitale in quarantena non vede l’ora di tornare il prima possibile alle banconote. 

Nonostante una maggiore apertura verso i pagamenti online, persistono ancora i timori su cifre importanti. Più della metà degli intervistati sceglie i pagamenti online per cifre non superiori ai 100 euro e soltanto il 7% dichiara di effettuarli per cifre superiori ai 500 euro. Infatti, se i pagamenti online vengono utilizzati maggiormente per l’acquisto di vacanze e vestiti/accessori, ma anche per il pagamento delle bollette, soltanto il 10% degli intervistati dichiara di utilizzarli per l’acquisto di oggetti di valore. 

A differenza del luogo comune, che avere in mano fisicamente il denaro faccia percepire di più quando lo si spende, il 35% dei rispondenti evidenzia una preferenza verso i pagamenti digitali perché forniscono un maggiore aiuto nel tenere traccia delle proprie spese. Infatti, se è vero che carta canta, in questo caso quella elettronica che mette nero su bianco tutte le transizioni avvenute, al contrario, le banconote si volatilizzano velocemente e portano a non prestare attenzione ai propri movimenti, facendo sì che le spese sfuggano di mano.

Dal 1° luglio scorso, inoltre, l’utilizzo dei pagamenti elettronici è ulteriormente incentivato dal fatto che la soglia per il ritiro dei contanti è scesa a 2 mila euro e le commissioni per l’utilizzo del Pos da parte dell’esercente, da questa data, sono scaricabili dalla dichiarazione dei redditi, agevolando così i pagamenti con carta.

Nella scelta dei metodi di pagamento digitale, KRUK suggerisce l’uso della carta di debito – bancomat – o prepagata che lasciano subito il segno e permettono di verificare in poche ore lo stato del proprio conto, rispetto alla carta di credito, scelta dal 46% degli intervistati per i pagamenti online, perché non dobbiamo dimenticare che la carta di credito è uno strumento utile, però crea un debito nel confronto della banca o dell’istituto emittenti che va saldato il mese successivo.

 

Imparare a gestire fin dall’età scolare le piccole spese della quotidianità, partendo ad esempio dalla tanto attesa “paghetta”, aiuta a non cadere in acquisti o vizi sbagliati in seguito, da adulti. Uno dei primi insegnamenti è sicuramente quello di annotare le proprie spese, anche tramite app o un file dedicato: su questo punto è necessario ancora lavorare molto, infatti il 58% degli intervistati dichiara di non tenere traccia scritta delle proprie spese, ma di ricordarle a mente, mentre un altro 4% afferma di non prestare proprio alcuna attenzione a ricordare le entrate e le uscite.

 

Infine, nonostante una grande preferenza verso i pagamenti elettronici, il 40% degli intervistati riconosce al contante un importante vantaggio: non doversi ricordare i codici di accesso!