fbpx

Omaggio a Giorgio Morandi

Per commemorare i cinquant’anni della morte di Giorgio Morandi, i curatori del Museo a lui intitolato, hanno pensato bene di allestire una grande mostra che vede intrecciarsi opere del passato di grandi artisti con quelle del maestro bolognese. Il tutto con l’intenione di dimostrare quanto la storia possa essere d’esempio, anche a chi sa tenere già, di suo, un pennello fra le dita.

Giorgio Morandi Natura morta con panneggio a sinistra, 1927 (V.inc.31) acquaforte su zinco Collezione privata
Giorgio Morandi
Natura morta con panneggio a sinistra, 1927 (V.inc.31)
acquaforte su zinco
Collezione privata

Perché andare: prima di tutto perché in mostra ci saranno esposte, molte, moltissime opere che ripercorrono la carriera del maestro bolognese considerato fra i maggiori incisori del secolo scorso. E, in secondo luogo, perché i suoi lavori dialogheranno con le pitture di Federico Barocci, Giuseppe Maria Crespi, Rembrandt e Vitale da Bologna, per un confronto fra passato e moderno, in cui il passato apparirà come il maggior insegnante dello stesso Morandi che, fin da studente, aveva capito che l’apprendimento degli antichi doveva essere parte integrante per la sua formazione artistica. Tanto da trascorrere intere giornate nella sale della Pinacoteca di Bologna, oltre a organizzare numerosi viaggi in tutte quelle città che lui considerava dispensatrici di arte e di ispirazione

Giorgio Morandi Natura morta, 1947 (V.563) olio su tela Istituzione Bologna Musei | Museo Morandi
Giorgio Morandi
Natura morta, 1947 (V.563)
olio su tela
Istituzione Bologna Musei | Museo Morandi

L’opera imperdibile: tutte le nature morte di Giorgio Morandi. Quei lavori in cui il surreale e il reale dialogano fra loro per essere parte di quella impronta, fatta di pochi colori, di soggetti che si ripetono e che gli permisero di diventare uno dei più grandi artisti del Novecento italiano, amato in tutto mondo.

Quanto tempo dedicarle: Almeno un pomeriggio intero, così da poter confrontare i quadri degli altri autori esposti con le tele di Morandi e provare a cimentarsi nel ruolo di critici d’arte, per capire quanto il maestro bolognese trasse dal passato anche solo per una pennellata.

Informazioni
Morandi e l’antico: Vitale da Bologna, Barocci, Rembrandt e Crespi
fino al 3 maggio 2015
Museo Morandi, Via Don Minzoni 14, Bologna