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Gli amori al femminile

Articolo a cura di Debora Cordeschi

Le storie lesbo che hanno lasciato il segno sul grande e piccolo schermo

Dell’amore saffico il cinema ne ha sempre parlano, ma non erano storie intorno alle quali ruotava la trama del film. L’amore tra donne era un piccolo tabù da narrare tra le righe, da raccontare tramite allusioni, sguardi, sottointesi e frasi interrotte.

Due sono i film che ben rispecchiano questa analisi, sono film che ho visto e che ultimamente ho riguardato con grande piacere. Si tratta de Il colore viola,tratto dal romanzo della scrittrice americana Alice Wolker e di Pomodori verdi fritti alla fermata del trenotratto dal romanzo di Fannie Flagg, scrittrice e attrice statunitense dichiaratamente omosessuale.

Il primo film, uscito nel 1985, è incentrato su personaggi femminili, sono donne che subiscono violenza domestica, razzismo, violenza sessuale ma che, con grande coraggio, cercano di reagire e sopravvivere. Ma la versione cinematografica mostra solo la metà della relazione lesbica che nasce tra Celie (Whoopy Goldberg) e Shung (Margaret Avery), l’amore tra le due donne è scandalosa per l’epoca in cui il romanzo è ambientato ma anche per l’epoca in cui esce il film.

Nel secondo film, uscito nel 1991, la storia d’amore tra Idge e Ruth viene oscurata al tal punto che molti spettatori, che non avevano letto il libro, non si sono neppure resi conto della sua presenza, facendo apparire le due donne come semplici amiche. Ma l’intensità che c’è nel reciproco sguardo delle protagoniste, vale più di mille parole.

Nel 1985 esce anche Cuori nel deserto, tratto dal romanzo di Jane Rule. La pellicola  non riscuote molto successo, ma il messaggio che contiene è importante e rivoluzionario è, infatti, il primo film a raffigurare una relazione lesbica a lieto fine. Altri film simili terminavano o con il ritorno, da parte di una delle due protagoniste, a una condotta eterosessuale o con la fine della storia d’amore per via di impedimenti culturali, familiari o altro.

Per ottenere una svolta decisiva nelle storie d’amore saffiche dobbiamo attendere il 2013 quando esce, nelle sale cinematografiche, La Vie d’Adèle, tratto dal romanzo a fumetti Il blu è un colore caldodi Julie Maroh. Il film si aggiudica la Palma d’oro al Festival di Cannes 2013. La storia tra Adèle e Emma viene trattata come una qualunque storia d’amore, sensuale, logorante, erotica, colma di emozioni e di rapporti sessuali.

Come ogni filone che si rispetti, anche quello lesbo ha i suoi generi: drammatico, commedia, comico, noir, soft-core e così via. Potrei citarvi molti titoli e altrettanti nomi di attrici famose che hanno girato film o scene lesbo, tra le migliori troviamo: Salma Hayek e Ashley Judd in Frida, Penelope Cruz e Scarlett Johansson in Vicky Cristina Barcelona, Natalie Portman e Mila Kunis, ne Il cigno nero, Julienne Moore e Amanda Seyfield in Chloe, Sabrina Ferilli e Margherita Buy in Io e lei, Cate Blanchett e Rooney Mara nello stuggente e delicato Carole per finire Alexis Bledel e Katherine Heigl in Jenny’s Wedding. La protagonista, Jenny, alla vigilia del matrimonio con la compagna è costretta a fare coming out e rivelare la propria omosessualità alla famiglia, conservatrice e bigotta.

L’amore saffico, che sul grande schermo tentenna a decollare trova, invece, una buona collocazione nelle serie televisive e su piattaforme come Netflix.

I personaggi di Willow e Tara in Buffy – l’ammazzavampirie nello specifico, nell’episodio la vita è un musical(sesta stagione), girano la prima sequenza di sesso tra donne mostrata in una serie televisiva di un network. Gli amori al femminile vengono inseriti nelle storie di alcune tra le serie televisive più famose come: Glee, The Good Wife, Pretty Little Liars, Grey’s Anatomy, Supergirl, The L Word,e soprattutto Orange Is the New Black, dove la travagliata storia d’amore, in carcere, fra Piper e Alex ha conquistato anche il pubblico italiano.

Per quanto riguarda il nostro belpaese, l’amore lesbo è una tematica ancora poco affrontata ed è narrata con molta “discrezione”.  Ho già citato il film Io e leidel 2015, vi segnalo anche Viola di maredel 2009, il divertentissimo Tutta colpa di Freuddel 2014 e La bestia nel cuoredel 2005. In alcune fiction sono stati inseriti personaggi lesbo, con storie d’amore più o meno tormentate, ma sempre marginali rispetto alla trama principale. Qualche esempio: L’onore e il rispetto, Terapia d’urgenza, RIS – delitti imperfetti, Squadra antimafia, L’ispettore ColiandroTutti pazzi per amore.

E le webseries lesbiche made in Italy? Una bella sorpresa, ne abbiamo due molto interessanti: LSB-the seriese Re(l)azioni a catena. Le due serie sono diverse l’una dall’altra anche se si rivolgono allo stesso pubblico. LSB è ambientata a Roma e racconta le vicende di sette ragazze che ogni giorno affrontano la vita e i suoi ostacoli, con gioie e dolori; lo fanno però senza perdere di vista la loro identità: donne che amano altre donne. Re(l)azioni a catena, invece, è ambientata a Torino e racconta la storia di una ricercatrice chimica all’università, alle prese con le cugine minorenni e la governante Olga, impicciona ma simpatica.

In entrambe le serie emerge la volontà e il desiderio, da parte di tutte le protagoniste, di presentare un prodotto che rispecchi il più possibile la vita quotidiana delle donne lesbiche italiane; una comunità molto nutrita che tenta, ormai da anni, di ottenere finalmente un riconoscimento adeguato nel nostro Paese.

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DEBORA CORDESCHI

Fondatrice di ErosDonna Academy, esperta di massaggio ayurvedico e antistress, insegnante di tecniche di massaggio.

Mi occupo di benessere al femminile da quasi venti anni, sia come operatrice di massaggio sia come insegnante di tecniche di massaggio. Ho accolto e “raccolto” le confidenze e le domande di tante donne su argomenti come la femminilità,  l’eros e  l’autostima, da spingermi ad approfondire queste tematiche per fornire risposte più adeguate e soddisfacenti. Ho creato ErosDonna Academy, un luogo reale e virtuale, per confrontarci in modo leggero, giocoso e autoironico senza giudizio o pregiudizio e dove ogni fantasia è ammessa purché rispettosa dell’altro.

 

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