Un Natale più leggero tra sapori semplici, ricette rivisitate e piccole scelte che fanno stare bene davvero
C’è un aforisma che ritorna ogni anno, puntuale come le luci dell’albero: “non si ingrassa tra Natale e Capodanno, ma fra Capodanno e Natale”. Una frase leggera, ma che contiene un messaggio importante: il benessere non è una corsa al miracolo, è un percorso fatto di scelte quotidiane, equilibrio e consapevolezza.
Le feste non devono diventare una maratona di eccessi, ma un’occasione per riscoprire la qualità del cibo, la semplicità degli ingredienti e il piacere di ricette che fanno bene sia al palato che al corpo. Essere in sovrappeso non riguarda solo l’estetica: è il corpo che ci segnala che qualcosa va ricalibrato. E il momento migliore per farlo spesso è proprio quello in cui ci fermiamo a riflettere.
Le tavole natalizie portano inevitabilmente qualche portata in più. Ma se le scelte sono attente, se i piatti puntano sulla leggerezza e sulla qualità, basta qualche accortezza nei pasti successivi – minestre, verdure crude o cotte, idratazione – per ritrovare subito l’equilibrio. Il vero segreto è evitare la “logica del tutto o niente”: non serve privarsi, basta ascoltarsi.
La nutrizionista Valentina Casale propone una variante più leggera della classica crema che accompagna il panettone. Una rivisitazione semplice, gustosa e ricca di nutrienti.
Ingredienti:
300 g di yogurt bianco senza zuccheri aggiunti
300 g di ricotta fresca
40 g di zucchero integrale a velo
Procedimento:
Per arricchire la crema, si può aggiungere melagrana sgranata: un tocco colorato e benefico. Questo frutto, grazie a tannini e polifenoli, aiuta a contrastare i radicali liberi e protegge dal danno cellulare. L’acido gallico contribuisce a ridurre l’assorbimento del colesterolo, il potassio favorisce la diuresi, l’acido folico è fondamentale in gravidanza, e le fibre migliorano la peristalsi intestinale.
Il lavoro della Dott.ssa Casale non si limita alla cucina: la sua pratica si basa su una rieducazione alimentare personalizzata attraverso il metodo BFMNU, che analizza metabolismo, abitudini e caratteristiche individuali.
La sua formazione comprende una laurea Magistrale in Scienze Biologiche, una specializzazione in Genetica Applicata, un Master in Nutrizione Umana, un Dottorato in Anatomia Patologica e numerosi corsi di aggiornamento.
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