4 suggerimenti per trovare le soluzioni che cerchi!

Articolo a cura della Dott.ssa Maria Cento

Di fronte a un problema come ti senti? 

La maggior parte delle persone possono, di fronte a situazioni problematiche, sentirsi intrappolate o avere la sensazione che non ci sia una soluzione. Questo accade perché si pensa di non aver sufficienti risorse, o le giuste risorse, per risolvere quel problema o magari perché si sono tentate diverse soluzioni che però non hanno portato al risultato sperato (o non hanno portato ad alcun risultato) se non quello di farti sentire più frustrata e intrappolata di prima.

Naturalmente sentire di non poter agire efficacemente in una situazione avversa non piace a nessuno; può generare angoscia, pensieri ricorrenti centrati sul problema e sentimenti di impotenza.

Ma perché ci blocchiamo su situazioni complesse senza riuscire ad uscirne? perché alcune persone sembrano invece avere una soluzione per tutto?

Per rispondere a queste domande dobbiamo prima chiarire 

Cos’è un problema…

Il dizionario on-line “Treccani” lo definisce così: “Qualsiasi situazione, caso, fatto che, nell’ambito della vita pubblica o privata, presenti difficoltà, ostacoli, dubbi, inconvenienti più o meno gravi da affrontare e da risolvere”.

Un problema è quindi una situazione di “blocco” che ci richiede una soluzione. Molto spesso è un vero e proprio ostacolo che rallenta o blocca la strada verso i nostri obiettivi.

Anche la matematica offre una definizione interessante, Glaeser nel definire un problema sottolinea che a renderlo tale sono le nostre risposte intuitive o ABITUALI, risposte che evidentemente non ci sono d’aiuto.

In pratica tutto ciò a cui non troviamo una soluzione viene classificato dalla nostra mente come “problema” ma, al contempo, non tutto ciò a cui non troviamo una soluzione vuol dire che non ce l’abbia… spesso guardiamo solo nel cassetto (delle soluzioni) sbagliato.

Il problema, nella sua definizione, è quindi strettamente connesso al concetto di obiettivo ( ciò che vogliamo raggiungere), a quello di ostacolo ( ossia l’elemento che si frappone fra noi e il nostro obiettivo) e a quello di soluzione ossia l’insieme delle nostre azioni,dei nostri comportamenti e pensieri che in genere ci permette di risolvere il problema e raggiungere il nostro obiettivo.

Virgile Stanislas Martin nel suo libro “Non ci sono problemi, solo soluzioni” paragona i problemi al fuoco di un camino, un fuoco che noi continuiamo ad alimentare aggiungendo ceppi. 

Perché e come alimentiamo i problemi?

Il motivo per cui restiamo incastrati in situazioni che apparentemente non hanno via d’uscita…siamo noi stessi! o meglio, è la mentalità con la quale ci approcciamo alle situazioni che definiamo “problemi”. Infatti può accadere che attuiamo soluzioni simili nel tempo (anche se non hanno prodotto risultati) o comunque tentiamo una sola soluzione per volta invece di valutare più alternative. 

Sempre Virgile Stanislas Martin ci suggerisce che quando ci approcciamo a un problema senza riuscire a risolverlo è perché si è commesso uno di seguenti errori:

  1. Ci siamo focalizzati sul “perché” ( perché a me? perché la mia relazione è finita? perché non ho preso il voto che meritavo?);
  2. Ci siamo focalizzati sul trovare un capro-espiatorio ( di chi è la colpa?);
  3. Abbiamo attuato una strategia di alienazione dal problema: in pratica speriamo passi da solo;
  4. Abbiamo attuato una negazione del problema: problema? che problema?

Insomma di fronte ad una situazione problematica facciamo di tutto e pretendiamo cambi tutto, ma la cosa che ci dimentichiamo di fare è porre attenzione e agire cambiamento sull’unico elemento in grado di modificare davvero qualcosa: noi stessi. Dimentichiamo che noi siamo parte di quell’equazione che contribuisce a definire il problema, e sperare che qualcosa cambi senza modificare il nostro approccio è un frustrante spreco di energie.

Che fare per uscire dal loop? 4 strategie efficaci

  1. Formula un obiettivo positivo: ok! sei davvero in una situazione problematica ma questa volta vuoi uscirne senza troppa fatica ( wow hai già modificato il tuo atteggiamento!!!!). Il primo passo da compiere è allora identificare bene il problema ( cosa mi ostacola?) e soprattutto formulare un obiettivo positivo che rifletta come vorresti sentirti, cosa vorresti provare, quali azioni vorresti compiere. Può aiutarti mettere il tutto per iscritto.
  1. Modifica il tuo atteggiamento: pensare che un problema sia irrisolvibile non ti mette certo sulla giusta strada per uscirne. I pregiudizi ostacolano la ricerca delle soluzioni possibili e inibiscono i processi di creatività, fondamentali per trovare le soluzioni nei cassetti in cui in genere non guardiamo. Cambiare atteggiamento significa quindi liberarsi dagli schemi ( evidentemente non funzionali) con i quali tendenzialmente valutiamo e giudichiamo le situazioni/problemi. Per far ciò è necessario saper accettare, nel senso di riconoscere la realtà e di essere disposti a cambiare qualcosa. In primis modificare il proprio atteggiamento, ad esempio rendendolo più benevolo verso gli altri e verso noi stessi; questo ti permetterà di liberarti di tutte le zavorre che normalmente classifichi come problemi ma che in realtà possono anche non esserlo. Pensaci: le difficoltà che hai superato, ora che le guardi dalla giusta distanza, erano davvero tutte così grandi come le vedevi allora? 
  1. Cambia punto di vista: cambiare atteggiamento vuol dire aggiornare le mappe con le quali ti orienti per decifrare il mondo e le situazioni, considerare che possono essercene di nuove e migliori e che il fatto che le hai sempre usate non è un buon pretesto per ostinarti ad usarle anche se non funzionano. Aggiornare il tuo” tom tom” delle soluzioni ti permette di cambiare anche il punto di vista con e dal quale osservi i problemi. A volte dovrai fare un passo indietro per avere una visione d’insieme, altre volte potrai procedere in modo più analitico ciò che conta è non stare fermi e valutare la situazione da più punti di vista, magari facendosi aiutare se necessario.
  1. Cambia ciò che fai Quando cambi il tuo punto di vista inevitabilmente cambia qualcosa in come ti muovi, nelle azioni che compi. Non puoi pretendere di aprire una porta con la scritta “spingere” continuando a tirare. Ora che hai letto la scritta ( cambiando punto di vista, smettendo di chiederti perché non si apre, smettendo di arrabbiarti contro chissà chi) puoi modificare ciò che fai… ora puoi compiere l’azione migliore per raggiungere il tuo obiettivo ( entrare) e quindi risolvere il tuo problema ( essere rimasta bloccata all’ingresso).

Come al solito vi saluto con una citazione:
“Risolvere un problema è trovare mezzi non noti per raggiungere un fine distintamente concepito”.

Polya -matematico ungherese-

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Dott.ssa MARIA CENTO, Psicologa, Ipnosi Clinica Neo-ericksoniana. Terapeuta EMDR

Sono Maria Centoe mi occupo di supporto psicologico in diversi ambiti e per diversi tipi di “sofferenza” psicologica ed emotiva.

Nel mio lavoro integro l’Ipnosi Neo-ericksoniana e l’ EMDR, entrambi questi approcci sono incredibilmente efficaci restituendo, in un tempo accettabile, un buon stato di benessere e un livello di funzionamento ottimale nella vita della persona.

Ho scelto di fare questo lavoro a 16 anni, complici le riviste di psicologia lasciate in casa da mia madre, che però nella vita ha svolto un altro lavoro. Ci sono state tante salite e tante curve nel mio percorso che talvolta hanno rallentato il mio cammino ma che sono felice di aver vissuto perché hanno contribuito ad accentuare alcune qualità che ritengo importanti ( anche se non sufficienti per ovvi motivi) per il mio lavoro: accoglienza, ascolto e sostegno.

Penso che il lavoro di uno psicologo sia quello di essere una vera e propria “torcia”, che guida  e  permette di illuminare l’accesso alle risorse che possediamo naturalmente ma alle quali talvolta le sofferenze, le difficoltà della vita o l’incosapevolezza ci precludono l’accesso.

Eppure, è anche attraverso queste difficoltà che possiamo riscoprire quanti strumenti sono a nostra disposizione e contemporaneamente ri-significare e inscrivere ecologicamente nella nostra vita anche gli eventi più difficili e che provocano più sofferenza.

Durante tutti i miei studi ho lavorato come insegnante di sostegno nelle scuole primarie: ho imparato tantissimo dai bambini, soprattutto l’arte della pazienza… il saper aspettare che i risultati giungano: così come il giardiniere esperto attende che i fiori sboccino in primavera. La stessa pazienza che dono ai miei pazienti e che condivido con loro affinché possano essere più clementi con se stessi.

Cosa faccio esattamente e per cosa puoi chiedere il mio supporto

  • Psicoterapia ipnotica neo-ericksoniana;
  • Terapia con EMDR, efficace per i grandi e piccoli traumi;
  • Sostegno ecounseling psicologicorivolto ad adulti, bambini e adolescenti;
  • trattamento di disturbi d’ansia, alimentari, dipendenze. Depressione.
  • Percorsi di crescita personale e di orientamento personale attraverso ipnosi.
  • Trattamento e potenziamento nelle difficoltà di apprendimento scolastico;
  • Tecniche di rilassamento in situazioni di stress lavorativo e/o personale
  • Training di potenziamento per le difficoltà di apprendimento, ansiascolastica, demotivazione
  • apprendimento di efficaci metodi di studio;
  • training di preparazione al parto mediante ipnosi
  • EMDR in gravidanza
  • Trattamento di dipendenze alimentari e disassuefazione dal fumo di sigaretta con EMDR o ipnosi
  • Supporto ai genitori di figli adolescenti

Ricevo su appuntamento: c/o psicologi del Benessere – via Camillo Hajech 10 – Milano – telefono: 333 72 74 839

e-mail: mariacento.psicologa@gmail.com

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